Ascoltando/guardando i SIX FEET UNDER, ma da sei metri sopra.
Chris Barnes aveva lasciato i Cannibal Corpse da più di 5 anni, poco dopo l'uscita del bellissimo "The bleeding" (1994).
La sua defezione fu un brutto colpo per gli appassionati come me di quel gruppo. Poi capimmo che C. Barnes si era ridotto maluccio a furia di abusare di cannoni, alcol e robacce varie e capimmo pure che la professionalità del suo successore George Corpsegrinder Fisher, tuttora riconfermata dopo 30 anni, se la poteva solo sognare.
Tuttavia qualcosa si ruppe, perchè la fase ineguagliabile dei Cannibal Corpse si era chiusa, così come per tutta la scena Death Metal in crisi nella seconda metà degli anni Novanta.
"Double dead" uscì nel 2002 e contiene un mini CD con tracce dal vivo e un concerto in DVD, che si chiude con un siparietto grottesco, adolescenziale, per non dire sciocco: l'uccisione in un bosco di un fastidioso fan proprio dei Cannibal Corpse per mano dello stesso Barnes.
Un'ulteriore conferma che i SIX FEET UNDER erano e sono una band di secondo se non di terzo livello sotto tutti i punti di vista.
Buon ascolto:
